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La Radio nel Cuore

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Heart - by JakobT_98, ed. A.R.

Che la radio contribuisse a salvare vite umane è un fatto noto a molti sin dal tempo dei tragici naufragi delle motonavi Republic e Titanic, o del disastro del dirigibile Italia. Ma che potesse salvare la vita di singole persone - ed il loro cuore, in particolare - è una novità che attendevamo con impazienza.

La radio è indubbiamente una delle invenzioni più importanti del XX secolo: ha cambiato le nostre esistenze, ha rivoluzionato i sistemi di informazione, ma una delle capacità più apprezzate dal “grande pubblico” è senza dubbio la capacità di intrattenimento. In questo campo, come in tanti altri, il fascino della radio sembra non subire i segni del tempo: a più di un secolo di distanza dalla sua invenzione è ancora oggi uno degli strumenti che ci tiene più compagnia. La ascoltiamo quando siamo in macchina per rendere meno stressante il tragitto nel caos del traffico cittadino, quando siamo sotto la doccia per iniziare al meglio la giornata e ogni qualvolta entriamo in un locale, in un bar o in un ristorante, c’è sempre lei in sottofondo a darci il benvenuto. La scatola magica ci tiene quasi per mano e ci accompagna in ogni nostra attività quotidiana, a volte in maniera impercettibile: una delle sue “magie” è proprio quella di farci sentire meno soli. Quando la tristezza prende il sopravvento, a volte può bastare ascoltare una voce, un'allegra canzone alla radio ed all’improvviso, senza sapere nemmeno il perché, ci si sente rinfrancati e quel senso di solitudine sembra scomparire. Proprio la solitudine è il male che - a detta di molti - affligge il nostro tempo, costituendo uno dei paradossi del XXI secolo: in un mondo in costante mutamento, dove le tecnologie più avanzate si fanno strada per cercare di mantenere le persone in costante contatto tra loro, la solitudine frequentemente ha la meglio su noi.

Purtroppo alcune persone non hanno una famiglia su cui contare, degli amici con cui sfogarsi e la sera, quando rientrano a casa dal lavoro, non hanno nessuno con cui condividere la cena o scambiare quattro chiacchiere. E poi ci sono gli eterni esclusi della post-modernità, gli anziani,  che nonostante abbiano una storia, molte esperienze ed un bagaglio culturale che va al di là dei libri, vengono trasformati troppo spesso in un fardello e si ritrovano soli o abbandonati ad affrontare il tramonto della vita. E’rivolta soprattutto a loro, alle persone sole, agli esclusi, la nuova ricerca di alcuni studiosi inglesi che hanno pensato ad un particolare ed innovativo utilizzo della tecnologia radio nota col nome “bluetooth”.

Come alcuni già sapranno, la tecnologia bluetooth, attraverso l'utilizzo di una frequenza di trasmissione radio, consente di scambiare informazioni a distanza, senza fili, tra diversi dispositivi elettronici: cellulare e auricolare, computer e mouse, etc. Ciò che è meno conosciuto di questa tecnologia è il fatto che presto il bluetooth potrebbe servire a salvare una vita in caso di infarto. Questo utilissimo e provvidenziale impiego del bluetooth è già in fase di sperimentazione in Gran Bretagna, più precisamente nella città di Portsmouth. Ai pazienti a rischio sarà applicato un piccolo congegno, un microchip, sottopelle; in caso di malore, il microchip, opportunamente dotato di tecnologia bluetooth, sarà in grado di inviare un messaggio con i dati medici del paziente ed una richiesta di soccorso all’ospedale più vicino. Indubbiamente, l’applicazione di questo dispositivo tecnologico permetterebbe di ridurre drasticamente i tempi di intervento dei soccorsi, ma soprattutto assisterebbe coloro che vivono soli nella richiesta tempestiva di assistenza medica d’emergenza, anche in assenza di persone che li accudiscano e tutelino.

L’OFCOM, l’agenzia delle telecomunicazioni del Regno Unito, illustra questa ed altre previsioni per il futuro del wireless nel recente studio Tomorrow’s Wireless World. Peter Ingram, responsabile dell’Osservatorio Nuove Tecnologie dell’agenzia inglese, in un’intervista al Times ha mostrato il suo entusiasmo affermando:

Questo rapporto dimostra come le tecnologie senza fili possano avere un impatto creativo sulla nostra vita di tutti i giorni.

 


Per Saperne di Più


A cura della Redazione Marconi Magic Box, by Yvonne Olivieri (2009)

 
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