Quante volte, durante i titoli di coda, su quelle poltrone di velluto rosso, ci siamo sentiti insoddisfatti? Magari abbiamo pensato che un film fosse bello, ma che sarebbe bastato quel qualcosa in più perché fosse perfetto. Oggi quel pensiero può diventare qualcosa di più di una "nota critica" a margine di un film o di una serie TV e può trasformarsi in un pensiero creativo.
Youtube, blogsfera, Twitter, Facebook. L’interazione e la cooperazione tra utenti contraddistinguono quello che prende il nome di Web 2.0, termine che indica l'insieme di contenuti messi in rete dagli utenti stessi, e che viene contrapposto ad una concezione del web come piattaforma in cui solo i grandi distributori di contenuti possono veicolare i propri prodotti.
Nel Settembre 2009, a Torino, ha avuto luogo il convegno ”Cinema e nuovi media in azione”, organizzato da Somedia, società del Gruppo l'Espresso. In primo luogo, dai lavori è emerso è che in campi come quello televisivo e cinematografico ci troviamo di fronte ad un fenomeno di “democrazia digitale”. In particolare, l'intervento del Professor Stefano Pace, docente di Marketing e Consumer Behaviour presso l’Università Bocconi di Milano, verteva sull’evoluzione del concetto di "spettatore", seguita dal Professor Pace attraverso l’analisi degli strumenti, le “carte sul tavolo”, del processo di creazione e distribuzione del prodotto televisivo e cinematografico: quelle degli autori e quelle del pubblico stesso. Ne è uscito il ritratto di una "rivoluzione" che parte dal Web, che si propone come piattaforma interattiva anche per il settore dell'intrattenimento cinematografico e televisivo. Attraverso il web, il pubblico diventa co-autore (o, se vogliamo, co-creatore) del prodotto finale. Lo spettatore di oggi non si limita più solo a guardare la sua serie TV preferita o un film: la crea.
Ma come si innesca esattamente il fenomeno della co-creazione nel tradizionale "processo di produzione"? Il Professor Pace porta come esempio la community Lostpedia, una comunità di appassionati della serie televisiva Lost che, ricordiamo, fa ampio uso della tecnica narrativa del "flashback" (analessi, o "retrospezione"). Gli utenti di Lostpedia utilizzano eventi realmente narrati nel telefilm per immaginare circostanze in cui i personaggi avrebbero potuto incontrarsi, anche se tali circostanze non sono effettivamente state pensate né messe in onda dai produttori della serie originale. Nel caso di Lostpedia, sono i "fan" a dar vita ad una sorta di “sceneggiatura alternativa”, in cui si ipotizzano incontri e vicende pregresse.
Sempre nel campo Serie TV - evidentemente terreno fertile - troviamo l'esempio degli appassionati della "saga" Star Trek, che essendo rimasti delusi per l'interruzione della loro serie preferita, hanno deciso di produrre autonomamente nuovi episodi, con risultati tanto lusinghieri che - ha detta di molti - hanno poco da invidiare agli episodi originali in termini di professionalità e qualità. Questi nuovi episodi "autoprodotti" sono oggi facilmente reperibili tramite la rete Internet ed i circuiti peer-to-peer per lo scambio di contenuti (ad esempio, Torrent, Emule, etc.).
Questi due esempi ci aiutano a comprendere sino a che punto la tecnologia permetta la transazione del concetto di "spettatore" da consumatore passivo di contenuti sino a giungere allo status di "co-creatore", se non creatore originale, di contenuti. E spesso questo processo si realizza attraverso il World Wide Web.
Il World Wide Web, una volta semplice piattaforma informativa, si è a sua volta evoluta in piattaforma sociale, offrendosi come supporto ideale per l’audience moderna, un luogo in cui stringere legami, un luogo “sociale”. Ed è in questo tipo di ambiente che si sviluppano le “idee virali” (da Viral Marketing), ossia "le voci" che passano da utente a utente in progressione inarrestabile, che è appunto la modalità principale di diffusione di questi nuovi contenuti.
Sempre più spesso il produttore dei Media tradizionali sfrutta a suo vantaggio, per finalità di marketing o ricerche di mercato, il fenomeno del co-authoring. Nel caso del già citato Star Trek, il produttore ha creato - o ha incoraggiato gli appassionati a creare - un intero universo parallelo online in cui l'appassionato può reperire ogni tipo di informazione, sentendosi quasi un antropologo nell'universo narrativo creato dagli autori della saga fantascientifica: usi e costumi delle "razze" e dei popoli galattici; note tecniche sulle astronavi; persino un dizionario ed una grammatica di Lingua Klingon (lingua extraterrestre parlata in uno di questi mondi immaginari). In questo modo, il produttore cerca il coinvolgimento del pubblico televisivo e cinematografico, nella speranza - spesso non disattesa - di vedere aumentare il valore della fruizione del prodotto. Le comunità online di appassionati e, più in generale, le opinioni degli "internauti" sono realmente apprezzate dalle produzioni: queste non solo le considerano il “test” per vagliare il successo del prodotto di intrattenimento (serie, lungometraggio, programma; a volte anche per determinarne eventuali sviluppi futuri o "sequel") o la base per un marketing di tipo "virale" del prodotto stesso, ma anche un “serbatoio" potenzialmente inesauribile di creatività a buon mercato su cui la produzione potrà sempre fare affidamento (e magari trarre ispirazione).
Infine, esistono produzioni cinematografiche che letteralmente reclutano gli spettatori per renderli parte attiva della creazione del film. Vengono selezionati gruppi di spettatori-tipo (panel) ed ai partecipanti viene dato potere decisionale su molti aspetti artistici del prodotto: possono esprimere opinioni su ciò che riguarda la scelta degli attori, la colonna sonora, il montaggio del trailer ed in alcuni casi possono anche seguire in video-streaming su Internet le fasi di ripresa.
Grazie alla tecnologia applicata all'intrattenimento televisivo e cinematografico, parafrasando Andy Warhol, forse non tutti saranno famosi per quindici minuti, ma certamente avranno una possibilità in più per realizzare la propria creatività.
Per Saperne di Più
- Il Convegno “Cinema e nuovi media”, Somedia Marketing;
- Lostpedia, enciclopedia virtuale della serie Lost;
- Scheda di Wikipedia sui Social Network.







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