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Knowledge Market

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Knowledge - photo by Keeping-It-Real

Cos'è il Knowledge Market, recente paradigma della Net Economy? Per comprenderlo, partiamo da un piccolo dilemma del vissuto quotidiano di molte lettrici. Venerdì pomeriggio, finalmente!, decido di inaugurare il weekend con una cena a casa e faccio qualche telefonata per invitare gli amici.

Già che mi trovo, chiedo proposte per il menù e la più frequente risposta è un diplomatico «quello che vuoi tu!» . Questa volta voglio preparare qualcosa che possa stupirli. Da amante della cucina d’oltralpe penso che un’ottima paella valenciana raggiungerebbe lo scopo; se solo avessi la ricetta! Ma nell’era dell’informazione globale, è presto fatto. Accendo il computer e visito uno di quei siti Web dove, con pochi click, si può richiedere il parere di un “esperto”, definito tale in quanto la sua risposta a un determinato quesito è stata quella più gettonata dagli utilizzatori del sito stesso. In siti del genere, le varie “problematiche” sono generalmente suddivise in categorie. Si spazia da affari e finanza, ad arte e cultura, da mangiare e bere, a scuola ed educazione, da bellezza e stile, via via sino ad elettronica di consumo, trattando gli argomenti più eterogenei, ciascuno con i suoi “esperti” a suffragio universale. Per ogni discussione aperta viene stilata una classifica degli “esperti” e chi riscuote il maggior numero di voti salta in vetta. Vox populi, vox Dei.

Questo semplice aneddoto tratto da una normale esperienza di vita quotidiana contribuisce a rendere più chiaro il funzionamento di un paradigma della New Economy (come si suole chiamare) di recente acquisizione: il Knowledge Market (letteralmente, “mercato della conoscenza”).

Paradigma economico alla ribalta del Web 2.0, il Knowledge Market ha lo scopo di distribuire le risorse conoscitive, oltre che migliorare, supportare e facilitare la circolazione, la condivisione e lo scambio di conoscenza. Grazie ad Internet, infatti, i prodotti o servizi che rientrano nel cosiddetto settore della conoscenza sono accessibili proprio come se ci si trovasse in un vero e proprio mercato.

Wikipedia - logo

Ci sono due principali tipologie di siti web orientati al Knowledge Market. Da un lato esistono i Knowledge Market gratuiti – come ad esempio, Wikipedia, Yahoo Answers, Reference Desk, Ask Metafilter. Essi si servono di un modello all’interno del quale la conoscenza – e la proprietà intellettuale - è vista come bene pubblico e/o come risorsa da condividere e non commercializzabile. Dall’altro i Knowledge Market a pagamento - il primo ad adoperare una valuta virtuale fu Expert Exchange, nel 1996; oggi va per la maggiore Elance, con i suoi “esperti a noleggio” - che si basano sia sulla digitazione di una domanda da parte dell’utente, il quale è disposto a versare una somma di denaro per la risposta valida, sia sull’esplicita richiesta di una determinata parcella da parte di quanti siano in grado di incontrare i desideri e bisogni del medesimo utente esterno. Esistono infine anche servizi “ibridi” – come ad esempio ChaCha.com e Answerly.com - dove l’esperto viene retribuito nonostante il servizio rimanga esente da costi per chi ne usufruisca. Quindi, Il Knowledge Market concettualmente interessa uno spettro di servizi orientati sia al  pubblico che al privato, per la fornitura di assistenza, divulgazione di soluzioni a quesiti di varia natura, al counseling e così via.

Nel Knowledge Market – in particolare in quello di tipo gratuito - a differenza di quanto avviene nelle economie tradizionali, la merce di scambio è rappresentata da un bene intangibile: la conoscenza, appunto. Così come ispirata dall’opera di Alvin Toffler, l’idea di Conoscenza implica per il Knowledge Market la consapevolezza che la sua cessione non ne diminuisce il valore e non fa cadere l’offerta. Stando al citato paradigma, il “sapere” impiegato non si esaurisce con l’uso, bensì mantiene, rafforza e rinnova il suo valore ad ogni suo impiego. In pratica, la conoscenza crea conoscenza, in un processo circolare senza fine. La Conoscenza, da sempre considerata importante ai fini della produzione, diventa primaria esigenza e forza produttiva solo con l’età moderna. Grazie alla tecnologia – ed in particolare all’avvento della rete Internet - l’economia reale ha a disposizione una formidabile risorsa costruita in modo tale da essere duplicabile dieci, cento, mille volte ed in contesti sempre diversi. La Conoscenza produce e acquista valore economico grazie all’avvento di efficaci ed efficienti modalità di comunicazione, le quali permettono all’informazione di viaggiare da un capo all’altro del mondo e di raggiungere in tempo reale ogni singolo utente.

William Ralston Balch, Book of Knowledge - Cover

La conoscenza assurge allo status di “prodotto nuovo” perché nuova è la modalità della sua distribuzione, e altrettanto nuova è la sua concezione. La tecnologia ha il merito di aver drasticamente ridotto i tempi di realizzazione e diffusione del prodotto, così come il suo costo. Oltretutto, rende possibile il raggiungimento del potenziale consumatore e del target praticamente ovunque. La conoscenza condivisibile e moltiplicabile, che ha un costo di riproduzione nullo o quasi a seconda del Knowledge Market di appartenenza, ha iniziato a circolare sotto forma virtuale e si serve della rete Internet come conditio sine qua non per ampliare il suo “circuito” di vendita.

Oggi la tecnologia è più centrale che mai nella vita sociale, politica ed economica. È una compagna che ci aiuta nelle faccende quotidiane, ci facilita in molte situazioni e permette all’informazione di oltrepassare i confini per entrare in tutte le case. Ma soprattutto, se non fosse per la Tecnologia, questa sera non potrei preparare la paella.

 


Per Saperne di Più

 


A cura della Redazione Marconi Magic Box, by Melania Pulitani (2009)

 

 
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